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Prendersi cura della propria bellezza è importante, ma lo è ancora di più saper scegliere il prodotto cosmetico giusto, che risponda alle esigenze della pelle e della sua sensibilità e sia effettivamente adeguato agli inestetismi da trattare.

Affidarsi solo alle informazioni che vengono date attraverso i messaggi pubblicitari è un po’ superficiale, bisognerebbe invece abituarsi a saper leggere l’INCI per capire gli ingredienti che compongono il formulato del prodotto, oltre che verificare sull’etichetta i simboli e le certificazioni per essere così più sicuri e consapevoli di ciò che stiamo acquistando. 

Formule dei cosmetici: cos'è l'INCI e come leggerlo

Imparare a leggere l’etichetta: cosa è l’INCI e come interpretarlo

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la nomenclatura utilizzata a livello internazionale (in tutti gli stati membri UE, e in molti paesi del mondo tra i quali Russia, USA, Brasile, Canada e Sudafrica) per identificare gli ingredienti della composizione del prodotto cosmetico che sono elencati sull’ etichetta.

La prima cosa da notare quando si legge l’etichetta è l’ordine in cui gli ingredienti sono presentati. Questa lista è strutturata secondo un ordine decrescente di peso dell’ingrediente stesso nel formulato, al primo posto si trova sempre quello contenuto in maggiore quantità e all’ultimo quello in minore quantità. Solitamente il primo terzo degli ingredienti riportati in lista costituisce l’85-90% del prodotto.
Tutte le sostanze al di sotto dell’ 1%, (cioè quelle che normalmente troviamo in fondo alla lista), possono essere elencate in ordine sparso. I composti odoranti e aromatizzanti si indicano genericamente con le parole: profumo, parfum, aroma. Mentre gli allergeni pur facendo parte di profumo/olio essenziale/estratto vegetale già indicati nella lista INCI, devono essere riportati a parte alla fine della lista con il loro nome chimico inglese solo se la loro concentrazione supera lo 0,01% nei prodotti a risciacquo e lo 0,001% nei prodotti destinati a rimanere sulla pelle.

Un altro aspetto al quale prestare attenzione è la nomenclatura. Quando le sostanze elencate in etichetta mantengono il loro nome latino, significa che sono state inserite nella formulazione senza subire modificazioni chimiche (un asterisco vicino al nome indica la provenienza da agricoltura biologica). Se, invece, gli ingredienti sono frutto di sintesi chimica, sono espressi con denominazioni in lingua inglese o codici numerici. Per quanto riguarda i codici numerici, si riferiscono ai coloranti artificiali utilizzati all’interno del prodotto (Color Index – acronimo CI seguito da cinque cifre), una sigla che si troverà quasi sempre in fondo all’elenco degli ingredienti. 

INCI cosmetici: cosa è e come leggerlo e interpretarlo

Ci sono degli ingredienti che è bene evitare per il bene della propria salute e dell’ambiente

Ecco la lista degli ingredienti che è bene evitare, sia per la salute della propria pelle, che in ottica di sostenibilità ambientale.

  • Tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio: Sodium laureth sulfate (SLES), Sodium lauryl sulfate (SLS), Ammoniun lauryl sulfate. Sostanze irritanti per la pelle sulle quali si sta ancora indagando rispetto al fatto che possano, in associazione con altri prodotti contenuti nelle formulazioni, essere cancerogeni.
  • I derivati dal petrolio come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum. Queste sostanze sono utilizzate nelle creme e negli olii per il corpo come filmogeni ed antidisidratanti, ma in realtà non apportano idratazione alla pelle, anzi ne occludono i pori. Da ricordare inoltre che la Direttiva sostanze pericolose della CEE n.67/548/CEE impone una catalogazione tra i derivati del petrolio, tra i cancerogeni e i non. (La paraffina è classificata come cancerogena cat. 2, salvo non si garantisca che l’olio di base dalla cui raffinazione e lavorazione è derivata, non lo sia poiché non contiene impurità).
  • EDTA, MEA, TEA, MIPA, servono per produrre schiuma e sono sensibilizzanti, irritanti ed eccessivamente sgrassanti nei confronti della pelle, oltre che essere altamente inquinanti per l’ambiente.
  • I potenziali cessori di Formaldeide, sostanza che l’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha inserito nell’elenco delle sostanze considerate cancerogene per la specie umana. Interferisce con i legami tra DNA e proteine. I cessori di Formaldeide sono i seguenti: Formaldheyde, Triclosan, Imidazolidinyl urea, Diazolidinyl urea, DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone, Methylchloroisothiazolinone.
  • I Parabeni, utilizzati come conservanti nell’industria cosmetica, possono provocare reazioni allergiche.
  • I Siliconi come Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone sono sostanze inquinanti per l’ambiente. Li troviamo in svariati prodotti: creme e protezioni solari, prodotti make-up, shampoo, balsamo, bagnoschiuma, deodoranti e antitraspiranti. I Siliconi non sono nocivi per la salute umana, ma sono sostanze da evitare in quanto non apportano alcun nutriente a pelle o capelli e creano un film isolante che non permette loro di assorbire altri nutrienti. Con l’uso di prodotti contenenti Siliconi è possibile che la pelle diventi asfittica e i capelli tendano a seccarsi con l’insorgenza di doppie punte.

Simboli, certificazioni e test ci guidano verso la scelta dei prodotti 

La lista degli ingredienti sulle confezioni costituisce una vera e propria carta d’identità del prodotto che stiamo acquistando. Ma ci sono altre importanti informazioni utili all’acquisto e all’utilizzo. Sono i simboli, le certificazioni e i test. 

  • PAO (simbolo con barattolo) indica la durata del prodotto dall’apertura;
  • Quantità espressa con la lettera e” indica il peso del contenuto;
  • Riciclo: due frecce in un cerchio indicano che il produttore ha aderito a un consorzio per il recupero dei rifiuti, tre frecce che formano un triangolo indicano le fasi del riciclo: raccolta differenziata del materiale riciclabile, riutilizzo della materia prima, uso del nuovo prodotto.

Le certificazioni invece, forniscono informazioni in merito alla provenienza e alla lavorazione delle materie prime e evidenziano l’impegno etico dell’azienda produttrice o l’assenza di determinati elementi che potrebbero essere causa di problemi per la nostra salute. 

Alcune certificazioni:

  • Cruelty Free: non testato su animali.
  • Vegan: utilizzo di soli ingredienti di origine vegetale.
  • Halal: conformi a norme etiche/igienico sanitarie secondo legge e dottrina Islam.
  • No Siliconi e Parabeni: assenza di questi due ingredienti che possono provocare problemi all’ambiente e alla salute.
  • ISO 9001:2008: gestione della qualità.
  • GMP: buone pratiche di produzione, ovvero l’insieme di regole e istruzioni che un’organizzazione definisce per assicurare la corretta produzione dei prodotti.

Infine, non meno importanti, anche i test ai quali i prodotti sono sottoposti e indagano la tracciabilità, la sicurezza, l’efficacia e la dermocompatibilità dei cosmetici.